Conservatorio di Musica ‘Santa Cecilia di Roma’

Questo nuovo progetto di Paolo Damiani ha un’identità precisa in quanto mobile, (ir)reale.
Infatti, andando alla ricerca della verità, ci si allontana presto da ciò che pensiamo di sapere sul reale. La parola sembra impotente e la verità impossibile a dirsi, «[…] la verità non può che dirsi a metà, e il dire a metà rappresenta un puro e semplice fallimento della verità» (Jacques Lacan). Il sapere va dunque inventato, legando l’immaginario al reale, che il neologismo lacaniano varité (variation/verité) racconta magnificamente.
I musicisti cercheranno profonde consonanze o al contrario impreviste distanze, giocando con soffiati e pizzicati, suoni distorti e inquietanti colpi d’arco. Dove la ragione si smarrisce, la musica trova il suo senso, in questo dialogo apparentemente impossibile tra ‘voci’ che si sovrappongono in una mirabile comprensione, in uno scambio fecondo con l’altro da sè che è la sola via, come insegna la musica, per capire a fondo se stessi.
Se ha ragione John Blacking quando sostiene che tutta la musica è musica popolare, allora ogni insieme di suoni potrebbe trasformarsi in Canzone, forma nobile peraltro presente in tutti i generi musicali, come dimostrano Mozart, De André, Gershwin e Luciano Berio. In Varité 7 musiche classiche, leggere e jazz convivono felicemente, dimostrando l’inconsistenza di certe etichette. Le melodie di Mozart, Rodrigo, Gershwin, Corelli e Mussorgky si incontrano con i temi di Damiani e del giovane compositore Stefano Proietti, in un poetico affresco di ‘felici confusioni’ esaltato dalle qualità liriche dei solisti coinvolti, a partire da Rosario Giuliani, oggi certamente tra i più significativi sassofonisti del mondo. Tutto rigorosamente nel segno della leggerezza (la sottrazione di peso di Calvino, la sua ricerca di leggerezza come reazione al peso di vivere) e dell’ironica erranza: ‘errori’ che ti conducono altrove, finalmente.

Paolo Damiani

Joaquín Rodrigo Concierto de aranjuez, adagio
Paolo Damiani – Guelfo Guelfi Come sugli alberi le foglie
Stefano Proietti Let it down
Paolo Damiani E vai via così
In a wisper
Follie (elaborazione da La Follia di Arcangelo Corelli)