Conservatorio di Musica ‘G. Martucci’ di Salerno

Il Jazz Ensemble Martucci (J.E.M.) propone un repertorio di musica colta suonata in chiave jazz e contemporanea.
Il programma musicale è stato pensato come un’opportunità ideale per mettere in contatto grandi compositori classici con la musica jazz; infatti la reinterpretazione di alcuni capolavori del passato offrirà degli spunti per ricordare figure altrettanto leggendarie della musica afroamericana.
Così ci divertiremo ad accostare ad ogni compositore “serio” un grande del jazz. Metteremo a confronto Cˇajkovskij con Duke Ellington, Dvorˇák e Art Tatum, Chopin con John Kirby e poi con il Gospel, e uniremo Rachmaninov e Miles Davis.
Praticamente proveremo a ripercorre storicamente gli “avvicinamenti” tentati dai jazzisti al repertorio “serio” o eurocolto, in varie fasi della storia della musica afroamericana.
Third Stream a parte, la pratica di fondere questi due linguaggi ha radici antiche, soprattutto negli Stati Uniti, dove già nella seconda metà dell’Ottocento la tradizione dello “Jig-piano” consisteva nel tradurre composizioni classiche del periodo romantico in spericolate versioni sincopate, che addirittura anticipavano di un paio di decenni il Ragtime.
Qualche tempo dopo, anche in Europa, negli anni ’30 del Novecento, il pioniere del “cross-over” (e anticipatore della world music) Django Reinhardt, istintivamente accostava le sonorità di Debussy e Ravel agli accenti sincopati di Armstrong e Sidney Bechet, fondendoli nel proprio stile gitano.
Duke Ellington realizzò un intero album dedicato a Lo Schiaccianoci di Cˇajkovskij, Art Tatum lasciò un capolavoro indelebile in stile stride piano reinterpretando Humoresque di Dvorˇák.
La musica di Fryderyk Chopin permetterà di ricordare la figura del contrabbassista e arrangiatore afroamericano John Kirby, il quale a capo del suo sestetto pre-bop, incise parecchio materiale “colto”. Particolare rilievo sarà dato al compositore polacco, che faremo “flirtare” anche con il Gospel, grazie ad un bellissimo arrangiamento di Lorenzo Campese.
Infine la Rapsodia di Rachmaninov su un tema di Paganini, occasione unica per celebrare in un colpo solo due autori, uno dei quali italiano; il grande pianista e compositore russo, così ammirato da Gershwin, che ne rimase profondamente influenzato (soprattutto per le sue composizioni di jazz sinfonico), sarà riletto in chiave elettrica, con la sezione ritmica che diventerà protagonista, procedendo in perenne assolo, come se si trattasse di Nefertiti di Miles Davis.
Completano il programma il pezzo originale Colours, scritto appositamente per il nostro organico, in occasione di questo concorso, dal compositore multimediale Francesco Gallo e un brano del docente tutor Sandro Deidda, intitolato Madrigale.
Curiosamente i compositori scelti (a parte Paganini) sono tutti dell’Europa orientale, area geografica tradizionalmente ritenuta neutrale nella fase di sviluppo e codifica del linguaggio musicale afroamericano; quasi a sovvertire tale opinione, il repertorio del J.E.M. servirà a ribadire, qualora ce ne fosse bisogno, che il jazz in realtà ha tratto ispirazione dalla musica di tutto il mondo.

Pëtr Il’icˇ Cˇ ajkovskij
Sugar Rum Cherry (Danza della Fata Confetto)
da Lo Schiaccianoci arrangiamento Duke Ellington
Antonín Dvorˇák
Humoresque di versione in piano solo di Art Tatum.
arrangiamento Sandro Deidda
Fryderyk Chopin
Opus 5 arrangiamento John Kirby Sextet
Charlie’s Prelude Preludio in E min op 28 n.4
arrangiamento John Kiry Sextet
Sergej Vasili’e cˇ Rachmaninov
Rhapsody On A Theme Of Paganini op. 43 Var. 18
arrangiamento Sandro Deidda
Sandro Deidda
Madrigale
Fryderyk Chopin
Notturno op.9 n.2 (Gospel) arrangiamento Lorenzo Campese
Francesco Gallo
Colours

Concerti: