Conservatorio di Musica ‘G.B.Martini’ di Bologna

Il presente progetto, e i progetti a questo similari, sono di solito definiti con un termine geografico: musiche di confine.
Ovviamente non si tratta di confini nazionali ma di aree di generi. Questo, ad esempio, risulta evidente in maniera precisa e chiara in un brano come la sesta delle Danze popolari rumene di Bartòk, meno evidente tuttavia in altri brani del programma. Ma, a uno sguardo più profondo dove inizia e dove finisce l’apporto della musica popolare e dove inizia quello della musica colta in un brano appunto come quello citato del musicista ungherese? E proseguendo in questa direzione non ci sorprenderà scoprire in un lied di Schubert, tratto dal Winterreise, cadenze e motivi popolari. Si tratta dunque di lasciar cadere proprio quei confini, che rammentano i confini nazionali e le assurde guerre che in nome di questi sentimenti sono state combattute nel XX secolo, e di vedere invece questi confini da cui siamo partiti come linee inesistenti e poi essere dunque pronti a esplorare zone che altrimenti abbiamo credute conosciute, confondendo forse la notizia con la conoscenza. Dunque non confini, ma linee di cammino, percorsi: caminante, no hay camino, se hace camino al andar.

“Wandering”

Hildegard von Bingen
Columba Aspexit
Stefano Battaglia
Sham-bha-lah
Matteo Malferrari
Blind Song
Franz Schubert
Der Leiermann, da Die Winterreise, D.953
Béla Bartòk, Stefano Battaglia
Maruntel da Danze popolari rumene
(arrangiamento ed elaborazione di Stefano Battaglia)