Conservatorio di Musica N. Piccinni di Bari

L’Asplenium Vespertinum appartiene alla specie delle Felci, le prime piante terrestri che attraverso il loro sistema di fluidi si sono affrancate totalmente dalla vita acquatica, sviluppandosi in altezza e generando una vegetazione molto fitta. Un ceppo così antico che ha attraversato periodi di evoluzione terrestre partendo dal devoniano e arrivando fino ai giorni nostri. Questo nome, suggerisce di fatto, un progetto musicale che raccogliendo stimoli in una antichità come quella del Rinascimento, intende però intrecciare legami con un pensiero melodico e ritmico molto ampio e che viaggi nel tempo, più indietro così come nella contemporaneità, ma anche nello spazio,  attraverso una polifonia che potrebbe dirsi africana ed ispanica da una parte e balcanico nordica dall’altra.
Naturalmente il necessario collante, a fare in modo che la scrittura e l’orchestrazione dei brani non risulti stucchevolmente eclettica, è dato dal respiro naturale e non accademico con cui gli stessi vengono percorsi e grazie anche agli interventi improvvisativi del nostro ospite, il clarinettista Marco Colonna, come quelli del tutor Roberto Ottaviano e dei suoi studenti Elisabetta Pasquale, Stefano De Vivo e Vito Pesole. La collaborazione preziosissima del “comparto” di musica antica composto da Antonella Parisi, Claudio Mastrangelo e Giuseppe Fabio Armenise, conferisce al suono collettivo quel transfert dalla connotazione fortemente europea che illumina un percorso tutto da riscoprire e rivalutare.

Concerti: