Ensemble di Roma

 

 

 

 

 

16 luglio – Museo del Mare e della Navigazione Antica, Borgo di Santa Severa ore 21.00

PAOLO DAMIANI SANTA CECILIA JAZZ ENSEMBLE

Sara Jane Ceccarelli, voce
Francesco Fratini, tromba
Paolo Damiani, violoncello e musiche
Andrea Molinari, chitarra
Francesco Merenda, batteria

PROGRAMMA

  1. TAMBURI LONTANI (Paolo Damiani)
  2. NELL’APPARIR DEL SEMPITERNO SOLE (Paolo Damiani)
  3. RESPIRI DI TEMPO (Paolo Damiani)
  4. INVISIBILE (Paolo Damiani)
  5. IN ALTRI LUOGHI (Paolo Damiani)
  6. CONVERSION (Paolo Damiani)
  7. MOMA (Andrea Molinari)

17 luglio – Museo del Mare e della Navigazione Antica, Borgo di Santa Severa ore 21.00

PAOLO DAMIANI SANTA CECILIA JAZZ ENSEMBLE

Sara Jane Ceccarelli, voce
Francesco Fratini, tromba
Paolo Damiani, violoncello e musiche
Andrea Molinari, chitarra
Francesco Merenda, batteria

PROGRAMMA

  1. COME D’AUTUNNO SUGLI ALBERI LE FOGLIE (Damiani – Guelfo Guelfi)
  2. HABLA DEL SUR (Paolo Damiani)
  3. RUMORI MEDITERRANEI (Paolo Damiani)
  4. MISS TANGO (Diana Torto)
  5. PASSI (Paolo Damiani)
  6. VIMANA (Andrea Molinari)
  7. CONCIERTO DE ARANJUEZ ( Rodrigo)

In questo nuovo progetto il suono si fa esperienza culturale e gioco nel senso più alto e nobile del termine. Giovani solisti di grande talento, selezionati tra gli oltre 200 studenti  jazz del Conservatorio di Roma, saranno guidati da Paolo Damiani, direttore del Dipartimento jazz di S. Cecilia.

Nei brani, pur fortemente strutturati, le linee del contrappunto tendono a generare spazi sonori aperti e flessibili in cui il respiro e il gesto improvviso danzano liberamente e con gioia. La cantabilità delle composizioni – la critica ha spesso parlato di Jazz Mediterraneo, nel caso dell’opera di Damiani- non rinuncia mai alla ricerca, intesa soprattutto come ascolto curioso, invenzione, stupore, ironica erranza, piacere, godimento.

I musicisti cercheranno profonde consonanze o al contrario impreviste distanze, giocando con soffiati e pizzicati, suoni distorti e inquietanti colpi d’arco. Dove la ragione si smarrisce, la musica trova il suo senso, in questo dialogo apparentemente impossibile tra ‘voci’ che si sovrappongono in una mirabile comprensione, in uno scambio fecondo con l’altro da sè che è la sola via, come insegna la musica, per capire a fondo se stessi